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Case di produzione
Bilanci, relazioni, contratti, corrispondenza, quaderni di produzione, trame, didascalie, visti di censura, schede di recensione e di noleggio provenienti dalle case cinematografiche Itala Film, Film Artistica Gloria e Società Anonima Stefano Pittaluga, solo per citarne alcune. Un eccezionale corpus attraverso cui indagare l’attività, le modalità di gestione e le strategie delle principali case di produzione del primo cinema italiano.
In particolare i fascicoli dell’Ufficio Edizione Films del Fondo Pittaluga, che curava l’uscita delle produzioni nazionali ed estere, forniscono un’infinità di dati sui film distribuiti in Italia, che va ben oltre le singole opere cinematografiche. Un insieme di notizie sulla fortuna dei vari generi cinematografici (comiche, commedie, drammi, documentari), la rapidità o il ritardo della presentazione dei film esteri in Italia, le problematiche delle prime sonorizzazioni e il definitivo passaggio dal muto al sonoro.

Soggetti e sceneggiature
Una consistente raccolta di soggetti e sceneggiature, principalmente dedicata a titoli italiani muti e sonori, racconta l’attività di autori del primo cinema italiano quali Arrigo Frusta, Ennio Grammatica, Lucio D’Ambra, Mario Voller-Buzzi, Emiliano Bonetti, e di sceneggiatori più recenti come Renato Castellani, Fernando Cerchio, Italo Dragosei, Giuseppe De Santis, Marco Ferreri: note e appunti per nuovi soggetti, materiali di ricerca, memorie, schizzi di scene e costumi, album di ritagli e, soprattutto, numerose copie di soggetti e sceneggiature con correzioni e rielaborazioni successive ci svelano la nascita e l’evolversi dei soggetti cinematografici. Non va infine dimenticato il cospicuo fondo Guidi – un vero spaccato della storia contemporanea del cinema italiano – che accoglie la produzione di diversi autori, pervenuta e vagliata da Guidi durante la sua attività presso la De Laurentiis.

Fondi individuali
I Fondi individuali di Ernesto Maria Pasquali, Giovanni Pastrone, Arturo Ambrosio, Orson Welles, Francesco Rosi, Elio Petri e molti altri con la loro mescolanza di lettere, appunti, schizzi, saggi, interviste, copioni, articoli, ritagli di giornale, carte contabili, ecc. contribuiscono a una lettura più completa dei personaggi e della loro attività.
La sezione accoglie anche diversi fondi archivistici di scarsa entità, ma l’esiguità della documentazione non indica necessariamente scarsa rilevanza. I documenti d’archivio – spesso piccola frazione di acquisizioni miste – sono idealmente connessi con le fotografie, le riviste, i libri, i manifesti, i fogli pubblicitari, gli apparecchi, le pellicole, ecc. conservati nei vari settori del Museo. Così ad esempio i nomi Ratti e Gramaglia rimandano alle collezioni di fotografia storica della Fototeca, mentre le poche carte di Decoroso Bonifanti si collegano alla raccolta di bozzetti del celebre scenografo.

Raccolte
L’Archivio cartaceo conserva diversi documenti raggruppati storicamente in raccolte tematiche. La più conosciuta è sicuramente quella che ruota intorno al film Cabiria, formata principalmente di materiali coevi alle diverse edizioni del film, schizzi, partiture musicali, opuscoli pubblicitari e ritagli di giornali, cui si affiancano materiali più recenti, dalla documentazione inerente alla causa D’Annunzio - Pastrone per l’attribuzione della paternità del film alle pubblicazioni e manifestazioni dedicate al film.
Il mondo del cinema è ancora rappresentato dalla collezione di visti di censura dei film muti e sonori distribuiti in Italia e dai francobolli e annulli postali di soggetto cinematografico.
Ma sono qui conservate anche alcune raccolte che testimoniano l’interesse allargato di Maria Adriana Prolo per tutto quanto concerne lo sviluppo della tecnologia e dell’industria della visione. Questa sezione accoglie infatti le carte più antiche dell’archivio relative a spettacoli per mondo niovo, lanterna magica e ombre cinesi e la raccolta di brevetti e disegni di apparecchi per la cinematografia e la fotografia.

Fondi istituzionali
“macchine, pellicole, fotografie, scenografie documenti per un piccolo Museo del Cinema italiano che per ora è insediato alla Mole Antonelliana. Come mi è venuta tale idea? Raccogliendo notizie e informazioni per la Storia del cinema muto in Italia ...”
È la Prolo stessa a spiegare le origini del Museo che ebbe il suo primissimo rifugio nel lontano 1942 curiosamente proprio sotto la sede in cui è oggi ospitato.
Attraverso i fondi di Maria Adriana Prolo e del Museo Nazionale del Cinema è possibile studiare gli sviluppi della politica culturale e dell’organizzazione dell’ente.
Le carte personali e di studio della fondatrice del Museo raccontano i diversi interessi che hanno colmato la sua vita di collezionista e di studiosa e tracciano un profilo del personaggio al di là dell’avventura cinema: dalle prime ricerche di storia del Risorgimento e di letteratura al sempre più prevalente interesse per la cinematografia sino alla realizzazione del museo etnografico di Romagnano Sesia, suo luogo d’origine.
Il fondo del Museo accoglie la documentazione prodotta dall’ente nell’esercizio delle sue funzioni e la struttura in settori e serie rispecchia lo sviluppo e l’articolazione delle attività svolte in più di cinquant’anni di vita. I documenti ci consentono di seguire in dettaglio le tormentate vicende della sede del nostro museo, gli sforzi della sua fondatrice per salvaguardarne l’esistenza e per avviare e sostenere diverse attività di divulgazione della cultura cinematografica (manifestazioni, mostre, proiezioni e rassegne), le fasi e le scelte espositive degli allestimenti museali da Palazzo Chiablese alla Mole Antonelliana, la politica delle acquisizioni delle collezioni e mille altri aspetti della vita dell’ente.
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Carla Ceresa
Tel. +39 011 8138 596
Fax +39 011 8138 595
ceresa@museocinema.it





 
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