QUICK INFO  ES | DE | FR | PT | RU | AR | CHI | JAP

Cabiria (1931)

Regia, soggetto e sceneggiatura: Giovanni Pastrone (accreditato, soltanto nell’edizione del 1931, con lo pseudonimo di Piero Fosco) – Didascalie e nomi dei personaggi: Gabriele D’Annunzio – Fotografia: Augusto Battagliotti, Natale Chiusano, Segundo de Chomón, Vincent C. Dénizot, Carlo Franzeri, Gatti, Giovanni Tomatis – Scenografia: Romano Luigi Borgnetto, Camillo Innocenti (?) –  Effetti speciali: Segundo de Chomón – Musica: Ildebrando Pizzetti (Sinfonia del fuoco), Luigi Avitabile, José Ribas (casa editrice C.A. Bixio, Milano; registrazione sincrona Bixiophone; incisione curata dalla Fonografia Nazionale, Milano) – Produzione: Itala Film, Torino – Lunghezza originale: 3132 metri – Didascalie: italiane – Visto censura: 3035 del 10/04/1914

Interpreti e personaggi: Lydia Quaranta (Cabiria, Elissa); Marcellina [Bianco] (Cabiria bambina); [Carolina Catena] (Cabiria bambina); Teresa [Gina] Marangoni (Creoessa); Dante Testa (Karthalo); Umberto Mozzato (Fulvio Axilla); Bartolomeo Pagano (Maciste); Raffaele Di Napoli (Bodastoret); Edouard Davesnes (Annibale, Asdrubale); Italia Almirante Manzini (Sofonisba); Vitale De Stefano (Massinissa, soldato)Alexandre Bernard (Siface, dignitario, popolano): Enrico Gemelli (Archimede); Didaco Chellini (Spipione, dignitario, prigioniero, soldato di Siface, ufficiale); Emile Vardannes (Batto, araldo, dignitario, legionario, prigioniero, sacerdote, soldato di Siface, ufficiale), signora Davesnes (madre di Cabiria), Gino-Lelio Comelli (Lelio, secondo compratore, dignitario, eunuco), Domenico Gambino, Elviro “Fido” Schirru, Felice Minotti, Giuseppe Ferrarsi, Amedeo Mustacchi.



Cabiria, il kolossal capolavoro diretto da Giovanni Pastrone è il film più famoso e rappresentativo della produzione muta italiana. La sua eccezionale importanza ne ha fatto oggetto di studi, ricerche e di un impegnativo progetto di restauro curato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino teso a restituire, per quanto possibile, l’integrità della versione del 1914 e della riedizione sonora del 1931 curata dallo stesso Pastrone. Il film era già stato oggetto di interventi conservativi e di restauro (in particolare nel 1977 e nel 1995), ma la scoperta di nuovi documenti, acquistati dalla regione Piemonte e conservati in deposito presso gli archivi del Museo Nazionale del Cinema, ha permesso di fare luce su questioni filologiche rimaste in precedenza irrisolte, chiarendo tra l’altro alcuni interessanti dettagli riguardante la modalità del lavoro sui  set.  In particolare è stato possibile definire i materiali girati da Pastrone in vista della versione sonorizzata del 1931. Di entrambe le versioni restaurate è stato tirato un controtipo negativo con varie tecniche di stampa in base alle necessità dei materiali di partenza, ricorrendo anche alle tecniche di restauro digitale. Sono state poi stampate copie positive delle versioni inglese e italiana colorate con il metodo Desmet.

I restauri sono opera di João S. De Oliveira, con la collaborazione di Silvio Alovisio (Biblioteca del Museo Nazionale del Cinema) e Ivano Bellino (Cineteca del Museo Nazionale del Cinema). Al progetto, coordinato da Donata Pesenti Campagnoni (Conservatore), hanno collaborato Roberta Basano (Fototeca), Carla Ceresa (Archivio), Marco Grifo (Biblioteca) e Fabio Pezzetti Tonion (ricercatore). I restauri sono stati eseguiti nel laboratorio PressTech di Londra nel 2006.

 

La fonte primaria della versione sonorizzata di Cabiria del 1931 è la copia nitrato imbibita e virata donata da Pastrone al Museo. Oltre a girare alcune scene appositamente per la nuova edizione al fine di spostare l’esecuzione della Sinfonia del fuoco di Pizzetti durante la sequenza del tempio di Moloch, Pastrone nel 1931 decise di accorciare la maggior parte delle scene e di variare la velocità di proiezione da 16 fps a 20 fps. La colonna sonora è stata incisa su dischi Bixiophone, oggi conservati dal Museo e sottoposti a restauro a causa delle cattive condizioni di conservazione che avrebbero pregiudicato la qualità del suono. Il confronto tra immagini e accompagnamento sonoro ha confermato che la versione restaurata è praticamente completa; è stato possibile individuare con precisione le piccole lacune grazie a un sistema di ‘marchio’ delle giunte di lavorazione escogitato da Pastrone per non perdere la sincronia con l’accompagnamento. Le fonti per la ricostruzione delle colorazioni sono state la copia nitrato e i campionari colore dell’edizione 1931. I cartelli originali con il titolo e i credits dell’edizione del 1931, che erano stati rimosse dalla copia, sono stati ritrovati e reinseriti. È stato tirato un controtipo negativo con varie tecniche di stampa in base alle necessità dei materiali di partenza, ricorrendo anche alle tecniche di restauro digitale. Sono state poi stampate copie positive delle versioni inglese e italiana colorate con il metodo Desmetcolor.



indietro
In dettaglio
Vedi anche
Contatti
Cineteca
Tel. +39 011 8138 580
Fax +39 011 8138 585
cineteca@museocinema.it

Claudia Gianetto
Tel. +39 011 8138 582
gianetto@museocinema.it







 
Soci fondatori
Regione Piemonte Provincia Torino Citta di Torino San Paolo CRT GTT museo cinema
sponsor dx
soci sostenitori
sponsor sx sponsor dx
membro effettivo